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Elmo
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Lmwow'mwpaelmo è un'mwpqarma bianca difensiva atta a proteggere passivamente la mwpgtesta del portatore.
Si tratta di uno degli accorgimenti difensivi più antichi cui il genere umano ha fatto ricorso per garantire la propria incolumità durante gli scontri. Ad oggi, è ancora parte integrante dell'equipaggiamento dei corpi di mwqapolizia e delle forze armate di mwqqfanteria nella sua forma più basilare: l'mwqgelmetto.

I primi elmi in mwrametallo vennero realizzati dai mwrqSumeri nel III millennio a.C.cite-ref-aame-2-0[2], soppiantando i precedenti modelli realizzati in mwsgstoffa e/o mwswcuoio con materiale rigido di rinforzo. In mwtaEuropa, a partire dai manufatti prodotti dagli mwtqarmorari dell'mwtgAntica Grecia (v. mwtwmwuakranos), gli elmi furono principalmente di due tipi, più volte ibridatisi tra loro: (i) a scatola chiusa, avvolgenti integralmente la testa del portatore (v. mwuqelmo corinzio o mwuggrande elmo mwuwmedievale); o (ii) elmetti coprenti la sola sommità del cranio (v. mwvacervelliera, decorati o meno dal mwvqcimiero. Caratteristica comune a tutti gli elmi europei, fatta salva la generazione "primitiva" (es. "elmo villanoviano" in uso presso mwvgetruschi e mwvwromani), è il coppo tondeggiante.
In mwwqMedioriente ed in mwwgEstremo Oriente, l'elmo sviluppa solitamente modelli "leggeri" (si discosta dal modello l'elaborato e pesante mwwwmwxakabuto giapponesecite-ref-3[3]), sostanzialmente degli elmetti rinforzati da nasale e paragnatidi, con un coppo dalla caratteristica forma cuspidata al quale si agganciano falde, cappucci e mwyqgorgiere avvolgenti il mwygcollo e le mwywspalle in luogo della gronda rigida molto diffusa in Occidente.

In mwzqaraldica, l'mwzgelmo compare sia come mwzwcarico dello scudo che come mwaaornamento esteriore dello stessocite-ref-4[4].

Contents

Storia
Origini
Note

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Etimologia

Il lemma di mwcalingua italiana "Elmo" ed il suo mwcqdiminutivo, "mwcgelmetto", indicante nello specifico una forma basilare dello stesso, priva cioè di talune componenti, sono stati utilizzati, sin dal mwcwXVII secolocite-ref-5[5], con valore intercambiabile, generando una certa confusione che perdura ancora in epoca contemporaneacite-ref-6[6].

Storia

Origini

I primi elmi prodotti nel mwfwcontinente mwgaeurasiatico furono con buona probabilità realizzati con mwgqstoffa/mwggcuoio e materiale rigido di rinforzo. mwgwOmero, nell'mwhaIliade (X, 261-265), descrive un elmo realizzato in cuoio e rinforzato da mwhqzanne di mwhgcinghiale, effettivamente in uso presso i mwhwmicenei. Già nel III millennio a.C. i mwiaSumeri realizzarono elmi in mwiqmetallo (prima mwigrame e poi mwiwbronzo) con protezioni per le orecchie, la fronte e il visocite-ref-aame-2-1[2]. I manufatti realizzati per gli mwkaaristocratici erano coperti d'mwkqoro. Gli mwkgEgizi utilizzarono prima copricapi di mwkwlino e poi elmi in metallo (bronzo)cite-ref-aame-2-2[2]. I primi elmi realizzati in mwmaferro (semplici caschi mwmqconici sovente ornati di corna) comparirono nel mwmgXIV secolo a.C. per operare degli mwmwIttiticite-ref-7[7]. I miceneicite-ref-8[8] utilizzavano sia elmi di bronzo sia elmi di cuoio rinforzato (v. sopra) simili elmi furono presumibilmente anche utilizzati dai cosiddetti mwpadori che sostituirono le dinastie micenee in mwpqGrecia nel mwpgXII secolo a.C.cite-ref-9[9]. Nel medesimo periodo, l'Europa continentale della mwqwcultura dei campi di urne ricorreva ancora principalmente a dei semplici caschi di bronzo, come testimonierebbe l'elmo rinvenuto presso Thonberg, in mwrqAlta Franconiacite-ref-10[10].

Antica Grecia

Ai primordi della mwtqGrecia classica si diffuse tra le mwtgmwtwpolis della mwuaPenisola greca l'mwuqelmo corinzio che copre tutto il volto con due aperture per gli occhi, paranaso e cimiero a cresta. Più o meno contemporaneamente si diffonde l'mwugelmo calcidico, privo di paranaso e con frontale triangolare decorato dal quale sviluppò poi (mwuwVII secolo a.C.) l'mwvaelmo degli mwvqIlliri, mwvgpopolazione barbariche con cui gli mwvwAntichi Greci avevano frequenti contatti. Nel corso del mwwaVI secolo a.C. comparve l'mwwqelmo attico "a calotta", sempre ornato dal cimiero ma con paranuca e paraguance mobili, incernierate al coppo e non tutt'uno con esso come nell'elmo corinzio. La medesima linea generale comparve anche nell'mwwgelmo frigio (massicciamente diffuso tra le fanterie dell'mwwwesercito di Alessandro Magnocite-ref-11[11]) con il coppo sviluppante in una cresta al quale sono incernierati i paragnatidi, in alcuni casi sviluppanti in una vera e propria maschera che chiude integralmente il volto del guerriero, e la gronda.
Le popolazioni greche della mwyqTessaglia, dedite ad una pratica guerriera che privilegiava la mwygcavalleria alla fanteria, svilupparono un elmo aperto, basato sul modello del copricapo chiamato mwywpetasocite-ref-12[12], con paragnatidi e gronda che sviluppavano in lingua di continuità dal coppo come nell'elmo corinzio ma senza chiudersi sul volto del cavaliere, che si diffuse in Grecia per tramite delle popolazioni della mw0aBeozia (da cui il nome "mw0qelmo beotico") ed ebbe larghissimo utilizzo tra le forze di cavalleria macedoni (es. mw0gEteri).

Impero romano

L'elmo utilizzato dall'mw1gesercito romano (in mw1wLatino mw2acassis se di metallo o mw2qgalea se di cuoio) nel corso degli oltre dodici secoli di vita, dalla data della mw2gfondazione della città (mw2w753 a.C.) fino alla mw3acaduta dell'Impero romano d'Occidente, avvenuta nel mw3q476, subì numerose modifiche nella forma, nei materiali che lo componevano e nelle dimensioni.
I primi elmi in metallo dei romani derivarono da modelli mw3wetruschi: l'elmo villanoviano a coppo, con cresta metallica che dal lato frontale si congiungeva con quello posteriorecite-ref-13[13], e l'elmo etrusco-corinziocite-ref-cas2007-14-0[14], variante italiana dell'elmo corinzio greco di dimensioni più ridotte, da portarsi rovesciato all'indietro a protezione della testa ma non del volto. I successivi contatti con la mw6aMagna Grecia diffusero presso i romani l'uso degli elmi ellenici veri e propri: fond. elmo corinzio, elmo calcidico ed elmo attico. Quest'ultimo tipo ebbe a Roma grandissimo successo presso le alte classi sociali che fecero realizzare per i loro guerrieri elmi attici da parata sontuosamente decoraticite-ref-cas2007-14-1[14].
Intorno alla fine del mw7gV secolo-inizi del mw7wIV secolo a.C. fu introdotto un nuovo tipo di elmo di provenienza mw8aceltica, l'elmo montefortino con coppo allungato in una solida gronda, atta a proteggere il fante dai colpi discendenti dei cavaliericite-ref-15[15]. Nei secoli successivi, gli armorari romani assorbirono molte altre migliorie della manifattura celtica, producendo, in mw9qepoca imperiale, vari tipi di elmi di derivazione celtica, con gronda pronunciata e massicci paragnatidicite-ref-16[16].
Al mw-wvolgere dell'Impero romano, l'elmo era un manufatto producibile su larga scala, grazie anche alla sua forma semplificata. Fu soprattutto utilizzato dalle mw-alegioni delle mw-qprovince orientali a partire dal mw-gIV secolo e derivato perciò da modelli mw-wpersiani, con forma a semicoppa sferica e paraguance ridotti all'essenziale. Si trattava di elmi usati indiscriminatamente sia da forze di fanteria sia da forze di cavalleriacite-ref-17[17]. I più noti elmi tardo-imperiali romani sono: elmo "Intercisa" e elmo "Berkasovo".
Tra il mwaquV e il mwaqyVI secolo si diffuse massicciamente l'uso dello mwaqcmwaqgSpangenhelm, basato su modelli mwaqkroxolani e già in uso alla cavalleria romana dal IV secolo. Era composto da più segmenti metallici saldati con dei rivetti. La calotta era composta da quattro o sei spicchi saldati da una striscia metallica che ne percorre tutta la circonferenza nella parte inferiore; tra uno spicchio e l'altro erano presenti delle bande metalliche che confluivano sulla cima del coppocite-ref-18[18].

Medioevo

Lo mwaraSpangenhelm diffuso in Europa dai Romani ebbe larga diffusione sia tra le forze armate dell'mwareImpero bizantino sia tra quelle dei mwariregni romano-barbarici. Il modello venne poi sviluppato in mwarmScandinavia nel mwarqVI secolo (v. mwaruCultura di Vendel), originando l'mwaryelmo vichingo con cresta metallica che irrobustice, dalla fronte alla nuca, la calotta e numerosi accorgimenti difensivi per la maschera facciale: visiere, nasali, visiere con nasali e, nei casi dei modelli più sontuosi, vere e proprie maschere (v. "mwarcElmo di Sutton Hoo"). Le scorribande dei vichinghi nel Vecchio Mondo, a partire dall'mwargVIII secolo, diffondono il nuovo tipo di elmo. Intorno all'mwarkAnno Mille, dall'elmo vichingo sviluppano l'elmo conico "a nasale" noto come mwaroelmo normanno (de. mwarsNasalhelm) e l'mwarwelmo russo a mezza-maschera.
Nel corso del mwar4Basso Medioevo si comincia ad assistere ad una differenziazione dell'elmo calzato dai militari professionisti dediti all'uso continuo delle armi da quello utilizzato per equipaggiare, rapidamente ed a basso costo, le leve di bassa estrazione sociale (feudali o mercenarie che siano). I mwar8mwasamilites utilizzano a partire dal mwaseXIII secolo il mwasigrande elmo cilindrico, con due fessure orizzontali per la vista e dei forellini per la respirazione, sormontato da cimieri e decorazioni sempre più complesse, che copre integralmente la testa e poggia direttamente sulle spalle, mentre i guerrieri di basso ceto ricorrono alla mwasmcervelliera (la. mwasqcervellerium), in pratica un semplice coppo semisferico di ferro da calzare direttamente sulla testa. Una via di mezzo tra i due tipi era il mwasucappello d'arme, in pratica una cervelliera con vista circolare che correva lungo tutto il bordo del coppo.
A partire dal mwascXIV secolo, l'ingombrante grande elmo viene sostituito da manufatti di nuova concezione che, come nell'antico elmo romano imperiale, constano di un coppo al quale vengono agganciate componenti aggiuntive (es. mwasgbacinettocite-ref-19[19], il tipo di elmo più in uso durante la mwas0Guerra dei Cento Annicite-ref-ben-20-0[20]), o, come l'antico elmo corinzio, presentano un coppo con paragnatidi e gronda integrate che seguono la linea del cranio (es. mwatibarbuta).
Nel corso del mwatqXV secolo, la produzione degli armorari europei raggiunge il culmine. In Italia (spec. mwatuDucato di Milanocite-ref-21[21]) viene inventata la mwatocelata, un elmo completo di scarso ingombro che permette al portatore di ruotare liberamente la testa. In Germania viene sviluppata la mwatsbigoncia integrante in un unico pezzo di metallo coppo, visiera e gronda, e (probabilmente) sul disegno della celata italiana viene sviluppato l'mwatwelmo chiuso. Per la protezione dei cavalieri impegnati nella mwat0giostra venne sviluppata la mwat4Bocca di rana (italianizzazione del tedesco mwat8Krötenkopfhelmcite-ref-22[22], sorta di evoluzione del vecchio grande elmo del tutto inutilizzabile in un reale campo di battaglia.

Rinascimento ed Età Moderna

Il secolo seguente vide la nascita della mwauyborgognotta che lasciava la faccia scoperta, mentre dal mwaucXVII secolo l'evoluzione delle armi segnò il declino dell'elmo.

Età Contemporanea

Ancora in pieno mwauoXIX secolo, l'uso dell'elmo, non più propriamente arma difensiva quanto piuttosto simbolo di un particolare reparto, era largamento diffuso in Europa. Grandissimo successo ebbe, ad esempio, l'"elmo a punta" delle mwaustruppe prussiane, il mwauwmwau0Pickelhaube, in uso all'mwau4esercito imperiale tedesco sino alla mwau8Prima battaglia della Marnacite-ref-23[23].
Fu però proprio lo scoppio della mwavuprima guerra mondiale, caratterizzata dall'introduzione di nuove armi e nuove tecniche di combattimento, ad evidenziare la necessità di rivedere l'uso dell'elmo, tornando ad impiegarlo come strumento difensivo per la testa dei soldati, soprattutto dalle schegge di mwavygranata o dai colpi dei mwavccecchini nella logorante mwavgguerra di trincea che incancrenì il conflittocite-ref-adrian-24-0[24]cite-ref-25[25]. Gli schieramenti della Grande Guerra ricorsero allora in modo massiccio all'mwaweelmetto, soppiantando i vecchi elmi ottocenteschi: i tedeschi sostituirono il mwawiPickelhaube con lo mwawmmwawqStahlhelm, basato sul modello della bigoncia tardogoticacite-ref-26[26], nel mwawk1916; le armate del mwawomwawsCommonwealth britannico introdussero l'elmetto "mwawwmwaw0Brodie", basato sull'antico modello del cappello d'arme medievale, e lo stesso fecero i francesi con l'mwaw4elmetto Adrian Mod. 16cite-ref-adrian-24-1[24]cite-ref-27[27]cite-ref-28[28].

Dal termine del mwaxwsecondo conflitto mondiale, l'elmetto, ora realizzato con materiali ad alto potenziale di resistenza (fond. mwax0kevlar) e non più semplice metallo, è rimasto in uso alle forze di fanterie di tutti gli eserciti del pianeta (es. l'elmetto ACH delle mwax8mwayaUnited States Armed Forcescite-ref-29[29]) ed ha trovato largo utilizzo in ambito civile come strumento di protezione per la testa in particolari mwayusport (es. mwayycasco per mwaycmotociclismo) o attività lavorative (casco antinfortunistico).

Costruzione

Gli elmi sono stati prodotti con i più disparati materiali (cuoio, stoffa, mwayozanne o mwaysossi di animali). Gli elmi più noti e studiati sono però quasi totalmente realizzati in metallo (fond. bronzo o ferro).

Componenti

A prescindere dal variare delle fogge e degli ornamenti che vi vengono apposti, gli elmi, in qualsiasi parte del mondo, sono caratterizzati da alcune componenti comuni imprescindibili:

• coppo (anche calotta o casco), la componente basilare dell'elmo, costituita da un contenitore di materiale più o meno solido che poggiando sulla testa dell'utente, oltre a proteggerla, funge da punto di aggancio per le altre componenti. Nelle forme più arcaiche/rudimentali, l'elmo è composto dal solo coppo: v. "mwazacervelliera";
• guanciale (anche paragnatidi o para-guancia), uno per ogni lato del mwaziviso, fisso o incernierato al coppo;
• nasale (anche para-naso), per la protezione del mwazqnaso, fisso o incernierato al coppo;
• gronda (anche para-nuca o coprinuca), per la protezione della mwazynuca e della parte posteriore del collo, fissa o incernierata al coppo;
• orecchioni, i due pezzi di cuoio e/o di catena metallica che, chiudendosi sotto al mento, assicurano il coppo al cranio dell'utente.
• ventaglia (anche mwazocelata), per la protezione del volto;
• mwazwvisiera, apribile, a protezione del viso.

Gli elementi decorativi dell'elmo, collocati sopra al coppo, erano:

• il mwaaacimiero; e
• la cresta o crestina;

Negli elmi particolarmente pesanti (es. mwaamgrande elmo mwaaqmedievale), la superficie delle componenti (fond. il coppo e la ventaglia) presentava solitamente dei fori d'aerazione.

Esistevano poi elementi complementari dell'elmo che concorrevano alla protezione della testa e del collo:

• mwaagbarbozza, una piastra di metallo sagomato agganciata alla parte superiore della corazza che saliva a proteggere collo e viso dell'utente in modo complementare rispetto ad un elmo dotato di visiera ma sprovvisto di protezione per il volto ed il collo;
• mwaaocamaglio, una cuffia di mwaasmaglia di ferro calzata direttamente sulla testa, abbastanza lunga per poter proteggere anche le spalle, sopra la quale veniva poi indossato l'elmo;
• mwaa0gorgiera, un collare di acciaio/cuoio/stoffa progettato per proteggere la mwaa4gola dell'utente e poi divenuto un elemento ornamentale nelle uniformi occidentali.

Tipologia dell'elmo

Antichità
Medioevo
Età Moderna
Età Contemporanea
Note

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Bibliografia

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Voci correlate

• mwanuArmatura
• mwancElmetto
• mwan0Pickelhaube
• mwan8Affibbiature

Altri progetti

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• Wikizionario

• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «elmo»

Collegamenti esterni

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• citerefenciclopedia-italiana-1932Renato Biasutti, Gioacchino Mancini e Mariano Borgatti, ELMO, in Enciclopedia Italiana, XIII, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932, p. 840.
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